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Finalmente a Potenza il celebre antropologo francese, inventore del neologismo nonluogo con il quale definisce sia gli spazi costruiti per un fine ben specifico (solitamente di trasporto, transito, commercio, tempo libero e svago), sia il rapporto che viene a crearsi fra gli individui e quegli stessi spazi. Essi si contrappongono ai luoghi antropologici quali luoghi identitari, relazionali e storici, che nel'attule "città" vengono confinati alla stregua di "curiosità" o di "oggetti interessanti". Le autostrade, gli svincoli e gli aeroporti, i mezzi di trasporto, i grandi centri commerciali, i campi profughi ed altro, sono gli spazi in cui grande quantità d'individui sono in contatto senza entrare in relazione sospinti o dal desiderio frenetico di consumare o di accelerare le operazioni quotidiane o come porta di accesso ad un cambiamento (reale o simbolico). Essi sono rappresentativi della nostra epoca, caratterizzata dalla precarietà assoluta, dal transito e dal passaggio e da un individualismo solitario. "Le persone transitano nei nonluoghi ma nessuno vi abita".
L'altro neologismo creato da Augé è surmodernità. La surmodernità rappresenta l'"evoluzione" dalla postmodernità nell'era della globalizzazione, essa è rappresentabile attraverso la figura dell'eccesso:"eccesso di tempo", "eccesso di spazio" ed "eccesso dell'individuo" o dell'ego.

 

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