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Quale influenza ha la comunicazione massmediatica sulla cultura, la politica e sull'arte nella società contemporanea?
A questo attualissimo interrogativo vuole rispondere l'incontro con Mario Perniola di giovedì 25 giugno, alle ore 17,30, presso il Teatro Francesco Stabile di Potenza, in occasione della presentazione, in anteprima nazionale, del suo ultimo libro appena edito da Einaudi, dal titolo "Miracoli e Traumi della comunicazione"

Continuano, dopo Cacciari, gli incontri del giovedì di Arte in Transito. Paesaggio urbano e arte contemporanea, programmati all'interno della Sezione Narrazioni Urbane, progetto ideato e curato da Basilicata 1799 e promosso dalla Regione Basilicata e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Rinviato a settembre l'incontro con Marc Augé e Giacomo Marramao, è la volta di un altro grande protagonista della riflessione estetologica e sociale contemporanea.

Mario Perniola insegna Estetica all'Università Tor Vergata di Roma. Saggista e scrittore molto raffinato, ha pubblicato, nel corso degli ultimi anni, saggi celebri come Il sex appeal dell'inorganico, L'arte e la sua ombra, che hanno contribuito ad innovare l'interpretazione dei fenomeni artistici ed estetici contemporanei.
A discutere insieme con lui il giornalista de La Repubblica, Antonio Gnoli, e la professoressa Mariapaola Fimiani, direttrice del Dipartimento di filosofia dell'Università di Salerno.

Perniola torna, a distanza di alcuni anni dal precedente libro, Contro la Comunicazione (sempre edito da Einaudi), ad occuparsi in modo diretto e polemico delle questioni riguardanti la comunicazione, imponendosi come una delle voci più originali dell'attuale panorama intellettuale italiano. E lo fa in modo provocatorio rompendo l'imbarazzante silenzio della discussione pubblica italiana su queste tematiche.

Per Perniola - come affermava già provocatoriamente in quel testo (un esplicito manifesto critico), la comunicazione ha colonizzato ogni aspetto della vita sociale ed è l'opposto della conoscenza, nemica delle idee perché le è essenziale dissolvere tutti i contenuti.
L'alternativa è un modo di fare basato su memoria e immaginazione, su un disinteresse interessato che non fugge il mondo, ma lo muove.
In quest'ultimo lavoro, l'attenzione si sposta dal confronto tra comunicazione ed estetica, a quello tra comunicazione e storia.
Come raccontare il periodo che va dalla fine degli anni Sessanta ad oggi? Come leggere avvenimenti quali il ‘68 francese, la rivoluzione iraniana del ‘79, la caduta del muro di Berlino dell'89 e l'attacco alle torri gemelle de 2001 - tutti fatti che hanno avuto grandissime conseguenze sugli aspetti della vita individuale e collettiva, destabilizzando radicalmente le istituzioni, i costumi sessuali e il modo di sentire d'intere generazioni?
Per Perniola, le categorie tradizionali della cultura e della politica sembrano inadeguate a comprendere ciò che è accaduto.
E' nato un nuovo regime di storicità, caratterizzato da fenomeni che sono vissuti ora come "miracoli" ora come "traumi", perché inaccessibili a una spiegazione razionale e a una narrazione coerente.

"Le sue tesi possono risultare provocatorie e molto critiche, non sempre accettate pacificamente. Sicuramente - ha affermato Francesco Scaringi, curatore dell'Incontro - sono così stimolanti da non rimanere indifferenti".

"Ricordiamo - ha aggiunto Giuseppe Biscaglia uno degli ideatori del progetto - che Mario Perniola è uno degli studiosi che già sul finire degli anni settanta ha avvertito le grandi trasformazioni sociali e culturali dovute alle nuove tecnologie e alla globalizzazione. E' stato tra i primi in Italia ad occuparsi dei nuovi fenomeni estetici, come transito verso nuovi modi del sentire contemporaneo nella città globalizzata. Non possono non essere ricordati alcuni suoi libri-chiave come La società dei simulacri, Transiti e Del sentire ".

 

Ministero per i Beni e le Attività Culturali Regione Basilicata Associazione Basilicata 1977