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Il rapporto tra danza e città sta nella relazione che si crea tra la "plastica animata dei corpi in movimento" e la "statica" - comunque vibrante - dell'architettura della città. Attraverso il corpo e la sua ritualità ritmica e ludica, la danza pone domande imbarazzanti alla frenetica attività utilitaristica e finalizzata che la circonda.

"l'incanto del ritmo è quel tornare eternamente indietro al principio che apre al futuro... Non è un modello teorico, ma una provocazione a vivere"
(Carlo Sini)

 

La danza diviene una sfida critica a quella qualità della vita che quotidianamente si esprime nel gesto ormai privo di significato.
Utopicamente, essa rappresenta il "tentativo di sabotaggio dall'interno dei meccanismi vitali della macchina-città", e, al tempo stesso, è un "cercare nel suo ventre pulsante e troppo spesso indifferente, un rifugio protettivo per quelle attività espressive che troppo spesso languiscono nel chiuso e nel rifiuto dei teatri inospitali. (...)".

 

In Piazza Mario Pagano, a Potenza, la Compagnie Retouramont, sabato 27 giugno (ore 21,00), in anteprima nazionale, presenterà lo spettacolo di danza aerea

Dance des Cariatides. Dance vertical en camera subjective

 

Mercoledì 1 luglio, alle ore 21,00, presso il Deposito FAL (Ferrovie Appulo-lucane) in Via Vaccaro, la Compagnie Osmosis presenterà Transit. Monumental Vidéo Chorégraphique en espace public

 

Gli spettacoli sono promossi da "Arte in transito", dal "Festival Città delle 100 scale", dalla Rassegna "La Francia si muove ...", e dall'Associazione Basilicata 1799 in collaborazione con Danza Urbana di Bologna.

 

"Un semplice movimento della testa di queste donne (le Cariatidi) che reggono l'architettura, farebbe danzare i muri.

Abbiamo sempre giocato a volteggiare sul posto, talvolta abbiamo afferrato la sensazione di far girare il mondo.

Ritrovo questa sensazione su un muro, il mio passo sposta questo enorme oggetto, il mio salto lo lancia a distanza, il mio volteggio indietro fa girare l'orizzonte intero.

Questa percezione non è il frutto di un egocentrismo folle. (Del resto), è nel momento in cui mi dimentico di me che questa immagine si produce. Il muro incomincia a danzare quando sono ancorato, abitato dal mio movimento interiore, pienamente cosciente del mio supporto.

Quando capovolgo la testa in basso, rovescio la gravità del mondo".

(Fabrice Guillot, coreografo della Compagnie Retouramont)

 

"Una danza che prende Corpo dalla realtà, si fa guardare, considera le realtà del mondo nella pluralità di punti di vista, dell'impegno sotto forma di spettacolo dal vivo e di scrittura inventiva ed innovatrice.

Transit è per me e la mia equipe accettare il confronto con il reale, trovare un giusto posto dove proiettare al vostro sguardo e ai vostri sensi, il nostro immaginario, che porta con sé gli "Uomini e i loro legami col mondo."

(Alì Salmi, Compagnie Osmosis)

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